Una SIM prepagata comprata a destinazione costa spesso meno al gigabyte. È vero e non ha senso nasconderlo. La domanda è se quel risparmio vale quello che ti costa.
Quando conviene la SIM locale
- Resti più di un mese nello stesso posto.
- Consumi molti dati ogni giorno, per esempio perché lavori dal computer.
- Non ti pesano la fila al banco e la registrazione con il passaporto.
- Ti serve un numero di telefono locale per chiamate, consegne o prenotazioni.
Quando conviene la eSIM
- Il viaggio dura da qualche giorno a qualche settimana.
- Attraversi più paesi e non vuoi una scheda nuova a ogni confine.
- Vuoi i dati che funzionano appena atterri, non un’ora dopo, quando hai trovato il banco.
- Non vuoi togliere la tua SIM e rischiare di perderla.
Una precisazione sull’Unione Europea
Se la destinazione è nell’Unione Europea, con un numero italiano navighi già senza sovrapprezzo, e non ti raccontiamo il contrario. Lì l’unica cosa da guardare è il tetto di GB in roaming scritto nelle condizioni del tuo piano, sotto la voce uso corretto. Il confronto fra eSIM e scheda locale conta davvero fuori dall’Unione, dove il roaming lo paghi a consumo: in Albania, in Montenegro, in Turchia.
I costi nascosti della SIM locale
Il prezzo esposto è raramente il prezzo che paghi. L’attivazione, una prima ricarica obbligatoria e il costo della scheda in sé di solito si aggiungono. Poi c’è il tempo: in alta stagione la fila in aeroporto può durare più di un volo a corto raggio.
In certi paesi si aggiunge anche la burocrazia. In Turchia, per esempio, un telefono portato dall’estero che usa una scheda locale dopo un certo periodo può essere bloccato se non registri l’IMEI. Una eSIM da viaggio si collega alle reti locali come ospite e resta fuori da quella procedura.
La risposta pratica
Per una vacanza, un viaggio di lavoro o un giro fra più paesi, la eSIM vince quasi sempre nel momento in cui conti anche il tuo tempo. Per un soggiorno lungo in un posto solo, la scheda locale vince sul prezzo.